Complesso di San Lorenzo Maggiore

Storia del Complesso di San Lorenzo Maggiore

Sezione3

Storia e archeologia, architettura, scultura e pittura hanno scritto capitoli di indiscussa importanza su S. Lorenzo Maggiore di Napoli. Sono capitoli the fanno amalgama con la storia più vera della Napoli antica. Ne sono il cuore, può dirsi, cosi come S. Lorenzo e in effetti, geogra­ficamente e topograficamente è il cuore della vecchia Napoli.
Le radici più profonde dell’attuale complesso di S. Lorenzo si tro­vano nel sottosuolo della Neapolis greco-romana, su cui sorse, nel se­colo VI, la basilica paleocristiana di S. Lorenzo, presso la «Via Augu­stale », la dove, in epoca romana, erano dislocati i mercati generali.
Donate ai Frati Minori dal Vescovo Giovanni di Aversa, nel 1234, la basilica paleocristiana di S. Lorenzo venne in seguito sostituita dal­l’attuale complesso monumentale, iniziato nel 1284 sotto il re Carlo I d’Angiò.

Chiostro di San Lorenzo1All’origine del tracciato greco, e durante il periodo romano, cioè tra il V secolo a.C. e il V secolo d.C., l’insula di San Lorenzo era divisa in tre insule da due cardini. Nella prima insula fu edificato San Gennaro all’Olmo, nella seconda insula il monastero di San Pantaleone ed il Macellum e le botteghe sottostanti, nella terza insula si presume fosse la basilica romana.

La situazione descritta restituisce un quadro di stratificazioni e trasformazioni che hanno preceduto la costruzione della basilica paleocristiana dedicata al protomartire Lorenzo durante gli anni del vescovo napoletano Giovanni II (533-555). Nel 1234 il vescovo Giovanni d’Aversa donò ai frati minori francescani la basilica con l’aggiunta di piccoli edifici circostanti. Di questa basilica si erano perse completamente le tracce, solo dopo il lavoro di sistemazione del pavimento (1955) e del transetto (1958) dell’attuale chiesa, è stato possibile identificare quasi completamente l’area.
Tra il 1270 e il 1275 Carlo I decise di far costruire una basilica più grande e diede inizio ai lavori affidandoli ad architetti e maestranze francesi, costituendo un esempio unico nell’area napoletana.

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